Lontani dalla Parrocchia

 

 

Arriva un momento per ognuno di noi in cui bisogna prendere in mano la propria vita, decidere che farne e porsi degli obiettivi. Tutto ciò significa scegliere e inevitabilmente accettare un qualcosa per rinunciare a qualcos'altro.

Quest'anno, dopo l'esame di maturità, è toccato a me! E' arrivato il momento di "prendere il volo", "lasciare il nido" e andar via dalla mia famiglia che mi ama, dagli amici che mi vogliono bene e...dalla Parrocchia.

La Parrocchia è sempre stata la mia seconda casa e non mi vergogno di dirlo. Già da piccola mi ha accolta come parte importante di sè e lì sono cresciuta soprattutto nella fede; lì sono stata circondata da persone che mi volevano bene e me ne vogliono tuttora; ma ha regalato gioie, ma anche dolori. Vi sembrerà strano il modo in cui parlo della mia Parrocchia, quasi fosse una perosna...è, infatti, un insieme di perosne, amici per me.

Ho fatto la mia scelta ed ho dovuto prendere una strada che mi porta lontano da loro ma solo fisicamente, perchè il cuore resta sempre lì e la mente vi ritorna ogni volta che vado a messa, che sento un coro cantare, che vedo dei giovani gioire insieme...

Andare via mi ha provocato dolore: dovevo lasciare un posto sicuro, che conoscevo, tra persone che mi accettavano e mi facevano stare davvero bene, per andare verso un punto interrogativo: un posto sconosciuto tra persone sconosciute. E' come quando si trapianta una piantina: è vero che le sue radici soffrono per il distacco, ma è un distacco necessario perchè l'aiuterà a crescere.

Bisogna considerare, poi, che se si soffre per l'abbandono di qualcosa è perchè essa è positiva ed importante: per me la Parrocchia è sempre stata tutto questo.

A volte penso a coloro che hanno provato i miei stessi sentimenti, ma solo ora posso comprenderli pienamente. E' una fortuna per me soffrire l'abbandono perchè significa che prima si è provata la gioia di stare con persone che, con la loro amicizia, il loro affetto e la loro esperienza, mi hanno fatto capire Chi e Cosa conta nella vita: il Signore, che vede sempre più avanti di noi e che, guidandoci dall'alto, trova il modo, parlo per esperienza, di aiutarci nei momenti di bisogno e di farci capire che Lui è accanto a noi, anche se ci troviamo nell'angolo più sperduto di questo mondo.

Stando lontani, infatti, basta la parola di una persona, un gesto, una coincidenza per far viaggiare la mente e farla tornare giù ad ascoltare il suono delle campane che chiamano a messa o ai piedi della nostra adorata Madonna del Miracolo...

E' propio da quest'angolo di mondo in cui mi trovo che penso con nostalgia e gioia alla mia Parrocchia e sono convinta che non la dimenticherò mai, dovunque la mia strada mi porterà.

 

Chiara Buellis




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