La riforma del sistema scolastico
Sono ormai anni che la scuola italiana vive in un clima di Riforma e Controriforma, senza gli auspicati e pur necessari cambiamenti.
La riforma di cui si parla dall'inizio di questa legislatura, si propone come una vera rivoluzione, poichè intende apportare radicali modifiche al sistema scolastico. Questo sia per avvicinare di più la Scuola italiana a quella europea, sia per una rinnovata visione dell'istruzione.
Al contrario delle riforme scolastiche precedenti, quella attuale ha tutte le carte in regola perchè possa diventare operativa, avendo superato tutti i passaggi burocratici e legislativi di rito: in effetti, la legge delega n°53 del 28 marzo 2003 ha avviato la riforma del sistema scolastico, che dovrà essere operativa entro due anni.
Questi sono gli aspetti maggiormente innovativi della riforma:
Cicli scolastici: ci sarà una Scuola dell'Infanzia, che durerà tra anni, a cui seguirà la Scuola di base, distinta tra primaria -della durata di cinque anni - e secondaria di primo grado - di tre anni - a cui seguirà quella di secondo grado.
Programmazione: in entrambi gli ordini di Scuola è prevista una programmazione che per un buon settanta per cento sarà nazionale e per il resto regionale e locale.
Orario e attività: nelle scuole dell'infanzia è previsto un orario settimanale variabile tra le 25 e le 50 ore, per un totale di 825-1650 ore annuali, che possono essere distribuite su cinque gironi. La scuola primaria comprende un primo anno di raccordo con la scuola d'infanzia e due bienni. Nel primo anno è previsto un orario scolastico di 27 ore alla settimana per un totale di 891 ore, nei due bienni 30 ore settimananali più 3 facoltative. La secondaria di primo grado - corrispondente all'attuale Scuola media - è costituita da un triennio e l'ultimo anno è destinato al consolidamento delle abilità di base e al raccordo con l'ordine di scuola successivo. Per la secondaria di primo grado sono prviste 33 settimane all'anno di insegnamento, con 27 ore settimanali obbligatorie e 6 facoltative. Le ore facoltative devono essere scelte dalla famiglia al momento dell'iscrizione, nel rispetto delle attitudini dell'alunno e del percorso formativo che gli è più confacente. Durante le ore facoltative gli alunni potranno effettuare attività labolatoriali su tematiche riguardanti l'informatica, la linguistica, l'attività motoria e sportiva, espressiva, progettuale (ambientale, sociale, scientifica, bricolage), oppure recupero e potenziamento.
Valutazione: solo ala fine del biennio l'alunno può non essere ammesso alla classe successiva, salvo casi veramente gravi ed eccezionali.
Esami: sono aboliti gli esami della quinta classe, mentre a conclusione dell'ottava - terza media - gli alunni dovranno sostenere un esame di Stato che si baserà sia su prove proposte dai propri docenti sia su prove fornite dall'INVALSI (Istituto Nazionale per la Valutazione del Sistema dell'Istruzione) su scala nazionale.
Portfolio: la tradizionale pagella, o scheda di valutazione, sarà sostituita dal portfolio, un libretto contenente la documentazione relativa al processo educativo e all'autonomia personale dell'alunno, che viene scritto dal docente tutor che, in veste di coordinatore della classe, curerà questa parte.
Frequenza: perchè un anno scolastico possa essere ritenuto valido, sarà necessario che la frequenza sia di almeno tre quarti dell'orario personalizzato.
Seconda lingua straniera: è introdotto lo studio obbligatorio della seconda lingua comunitaria.
Condotta: acquisteranno maggiore rilievo gli obiettivi comportamentali e, nella secondaria di secondo grado, tornerà il voto di condotta.
Come già detto, le novità di cui sopra, partiranno dall'anno prossimo e riguarderanno gradualmente tutte le classi. Non sarà facile pertanto organizzare l'attività didattica secondo le nuove regole, tanto da poter offrire ad alunni e famiglie, già tra due mesi al massimo, una serie di attività certe e definite al punto da indurre a sceglierle come attività facoltative
Ma ormai, anche se piove e tira vento, nella riforma simao dentro: che il Signore ce la mandi buona!
Fernando Calò