Nella
nostra Parrocchia sono presenti e svolgono le loro
attività di preghiera, formazione e servizio alla comunità le seguenti
Associazioni:
Componenti Consiglio:
Presidente:
Antonia Corsano
Segretario:
Antonio Vincenti
Tesoriere:
Andrea Olimpio
Vice-Tesoriere:
Antonio Buellis
Consiglieri:
Fabrizio Pizzolante; Lorenzo Astore
Equipe adulti:
Lucia D'Ambrosio (responsabile adulti oltre 50 anni)
Lina Inguscio (responsabile giovani adulti e gruppo coppie)
Equipe giovani:
Viviana Calzolaro (responsabile)
Anna Maria Nobile (corresponsabile )
Patrizia Tunno (animatrice)
Equipe Azione Cattolica Ragazzi (A.C.R.):
Patrizia Longo (responsabile ed educatrice 6-8 anni)
Lina Inguscio - Donatella De Donatis (educatrici 6-8 anni)
Lucia D’Ambrosio – Margherita Casole (educatrici 6-8 anni)
Anna Maria Nobile – Chiara Corina (educatrici 9-11 anni)
Viviana Calzolaro – Antonia Corsano (educatrici 12-14 anni)
Attività
svolta in Parrocchia:
Catechesi, animazione liturgica, attività formative e ricreative
Numero
Associati:
146 tesserati e vari simpatizzanti in ogni settore
Incontri
periodici: con cadenza settimanale
Adulti - mercoledì
Giovani adulti e Coppie - domenica
Giovani - giovedì e sabato
A.C.R. - un corso al giorno eccetto la domenica e il lunedì
Luoghi di incontro:
Giovani, Adulti e Coppie - Sala adiacente la chiesa
A.C.R. - Aule di catechismo
Notizie
storiche e finalità del gruppo:
L’A.C. è una realtà viva ed operante nella nostra comunità sin dal 1951,
anno in cui si è costituita, contemporaneamente all’erezione dell’ex Convento
a Chiesa Parrocchiale.
E’ stato il primo gruppo che, fin dagli inizi, si è affiancato alla nascente comunità
e ne ha condiviso le fatiche, le attese e il cammino in un tempo in cui muoveva i primi passi
sotto la guida paterna, saggia e solerte del parroco don Luigi Antonazzo il quale, con appassionato
ardore apostolico, inculcava nei soci di A.C. grande amore all’Associazione
e alla Chiesa, forte senso di appartenenza, dedizione incondizionata, spirito di sacrificio,
servizio umile e generoso.
Nel corso degli anni, l’A.C. è stata sempre una forza vitale, un ricco fermento di energie
e di molteplici attività in ogni campo e, quindi, un valido supporto all’azione pastorale
della Parrocchia.
Ogni riunione di gruppo, ora come allora, è sempre un incontro di festa tra amici,
un’esperienza entusiastica e coinvolgente di gioiosa fraternità, fatta di relazioni, di incontri,
di impegni responsabilmente assunti e condotti a termine, ma è soprattutto un laboratorio esperienziale
di formazione umana, cristiana e culturale; traguardo, quest’ultimo, molto alto e arduo, specialmente
agli inizi, perché occorreva studiare ed il livello di alfabetizzazione era alquanto basso;
ma i soci, con lodevole e sorprendente impegno si preparavano con cura e diligenza per sostenere gli esami
annuali individuali (alla presenza dei responsabili diocesani) ed anche per partecipare alle gare diocesane
tra i migliori esaminandi delle varie Parrocchie e nelle quali spesso la nostra A.C. si è distinta conseguendo
premi insperati, tipo il “Premio Roma”.
Si precisa che la formazione veniva curata attraverso lo studio di testi specifici per settori, il ritiro mensile,
gli esercizi spirituali annuali in Parrocchia o all’oasi Tabor di Nardò ed i vari incontri e convegni diocesani,
foraniani ed interparrocchiali ai quali, da alcuni anni, si sono aggiunti i campi-scuola unitari e per settori.
Questa struttura formativa è stata conservata e sempre più qualificata nel corso degli anni ed anche oggi ne costituisce
l’aspetto prioritario.
Finalità specifica dell’A.C., infatti, è la formazione di coscienze cristiane sul piano individuale, familiare, professionale
e sociale in stretta collaborazione col Parroco, col Vescovo e con tutta la Chiesa diocesana. Tanti sposi cristiani, pertanto,
educatori, professionisti, politici e vocazioni di speciale consacrazione si sono formati nelle file dell’A.C. ed oggi ad essa
devono molto i testimoni della vecchia guardia, che cercano di trasmettere alle nuove generazioni l’amore all’Associazione e
l’impegno a continuare a vivere l’ideale di questa vocazione laicale ad esclusivo servizio della Chiesa.
Nelle radici della vita dell’A.C., infatti, ed in tutto il suo cammino strettamente intrecciato con la vita della Chiesa parrocchiale
e del territorio di appartenenza, è presente la peculiarità di un costante servizio di annuncio e di testimonianza di carità e di
vita evangelica; cioè, ogni socio di A.C. vive l’impegno e lo sforzo assiduo di coniugare la vita col Vangelo per costruire unità,
comunione, fraternità nell’ambiente della Parrocchia , di vita e di lavoro e per testimoniare che la vera gioia di vivere è spendere
la vita per il Signore.
E’ doveroso, tuttavia, porre all’attenzione delle nuove generazioni che, rispetto al passato, qualche cambiamento è avvenuto sul piano
organizzativo e, precisamente: sino al 1969 gli incontri settimanali di gruppo erano divisi tra uomini e donne ed erano
così ripartiti:
|
Oggi gli incontri sono unitari, non ci sono più esami ed il settore dei piccoli
dai 6 ai 14 anni ha assunto l’unica denominazione di A.C.R. conformemente alle
indicazioni diocesane e nazionali.
Segno di riconoscimento sino agli anni ‘80 era il distintivo: un piccolo tondo sul vestito
(che alcuni soci ancora oggi conservano) con una croce e la scritta del settore di appartenenza.
Nelle processioni e negli incontri diocesani o interparrocchiali, i piccoli (beniamine a fanciulli)
avevano la fascia con la scritta A.C. ed il colore indicativo dell’arco di età; gli aspiranti e i giovani
indossavano la divisa così distinta:
|
C’è da precisare che l’A.C., sino agli anni’70, era l’unico luogo d’incontro per ragazzi, giovani e adulti
e sono molto vive nella memoria dei più grandi le tante serate trascorse serenamente insieme per programmare,
organizzare, studiare, dialogare, giocare, ma il ricordo nostalgico ed affettivo va soprattutto ai locali dei
primi anni di vita associativa, alcuni dei quali non sono più di proprietà della Chiesa, ma del Principe Caracciolo
che, intorno agli anni ’60, li commutò con gli spazi dell’attuale sala delle riunioni, costruita sui ruderi di vecchie
costruzioni. Non può passare sotto silenzio il fervore operativo con cui i soci di A.C. facevano a gara per rendere
lindi e accoglienti quei locali angusti e fatiscenti, puliti e imbiancati a proprie spese e con le proprie mani.
Ad essi si accedeva attraverso una scaletta stretta, buia (in seguito illuminata) e consunta dall’uso.
Quando il tempo lo consentiva gli incontri e le attività si tenevano all’aperto, sull’ampio terrazzo della
Chiesa o nel giardino del Principe o in qualche campo vicino; spazio riservato alle attività ludiche dei ragazzi
e dei giovani era il sagrato della chiesa , oggi alquanto ridotto in seguito all’ampliamento della medesima.
Attualmente i luoghi delle riunioni sono resi sempre più accoglienti grazie all’interessamento del parroco don Albino
De Marco che, con sorprendente spirito d’iniziativa, li arricchisce di ogni possibile confort e di attrezzature
all’avanguardia.
Guide avvedute, lungimiranti e creative della vita associativa sono stati, nel corso degli anni, i responsabili
di settore: delegate per i piccoli e presidenti per i giovani e gli adulti.
Con lo statuto del 1969 tutti i responsabili di settore sono stati denominati vice presidenti ed è stata introdotta
la nuova figura del Presidente unitario.
Dal 1969 ad oggi si sono succeduti i seguenti presidenti unitari:
Giovanni Casarano, Carmelina Antonazzo, Antonia Corsano , Tullio Cacciatore, Carmelina Antonazzo,
Antonia Corsano .
L’A.C. è oggi una famiglia dinamica e desiderosa di crescere e di migliorarsi. Negli incontri si respira un’aria di famiglia,
che coinvolge e fa sentire di casa anche i lontani che, puntualmente tornano per ricaricarsi,
collaborare e ritemprarsi nello spirito.
Responsabile:
Antonio Vincenti
Attività
svolta in Parrocchia: Servizio liturgico
Numero
Associati: 20
Incontri
periodici: ogni sabato dalle ore
16,00 alle ore 17,00
Notizie
storiche e finalità del gruppo:
L’associazione è presente in Diocesi, e quindi anche nella nostra Parrocchia,
sin dal 1960, quando l’allora Vescovo Mons. Corrado Ursi la erigeva col nome di
“Piccolo Clero” al fine di incrementare nelle Parrocchie il gruppo dei
Chierichetti.
Con Decreto del 1996 il Vescovo Mons. Vittorio Fusco
la denominava “Associazione dei Ministranti”.
Scopi dell’Associazione sono:
·
assicurare la formazione
liturgica e spirituale dei membri,
·
suscitare in essi una
viva coscienza ecclesiale e ministeriale,
·
curare il servizio
liturgico nelle celebrazioni.
Possono far parte: ragazzi, giovani e adulti che hanno
ricevuto il Sacramento dell’Eucaristia e mostrano disponibilità a compiere il
servizio liturgico con la dovuta formazione.
L’Associazione è posta sotto la protezione di San
Domenico Savio.
Direttore: Maria Assunta Coronese
Organista: Claudio Marrocco
Attività
svolta in Parrocchia: il gruppo anima
la messa del fanciullo ogni domenica alle 10,00.
Numero degli
associati: i componenti sono 45
Incontri
periodici: il gruppo si riunisce ogni
sabato dalle ore 16,00 alle ore 17,00.
Notizie
storiche e finalità del gruppo: il
Coro dei piccoli “Lux mundi” è sorto nel 1997 per volontà dell’attuale parroco,
allora Amministratore.
Il nome è stato scelto da alcuni ragazzi che, sebbene
piccoli, avevano capito la loro missione: portare nel mondo la luce di cristo.
E’ un coro di voci bianche che, oltre ad animare la
Messa del Fanciullo, risponde alla viva esigenza di aggregazione dei fanciulli.
I responsabili hanno capito il compito di educare i
ragazzi alla preghiera per mezzo del canto, sempre festoso, per celebrare la
Pasqua della settimana.
I brani proposti sono semplici, aderenti alla liturgia
e capaci di coinvolgere sia i fanciulli, sia la Comunità Cristiana che
partecipa con loro alla Celebrazione.
OPERA DELLA REGALITA’ DI
NOSTRO SIGNORE GESU’ CRISTO
Responsabile:
Amabile Casino
Attività
svolta in Parrocchia: un impegno dei
soci è l’Adorazione Notturna,promossa come atto di riparazione di quanti
dimenticano o combattono il Redentore e si rifiutano di conoscerlo come
Signore.
In Parrocchia l’Adorazione si effettua ogni primo
giovedì del mese; in casa, però, ognuno può scegliere il giorno e l’ora.
Incontri
periodici: in Parrocchia, prima
mensilmente, ora nei momenti forti dell’anno liturgico (Settenario di febbraio,
Settimana Santa, Mese dei Morti).
Notizie
storiche e finalità del gruppo: L’Opera
della regalità è nata da una grande idea, da una verità fondamentale maturata
nell’animo di Padre Agostino Gemelli, il quale scriveva: ”La regalità di Cristo
non è una devozione qualsiasi,ma è la proclamazione dei diritti di Cristo sulla
società”.
Il Gruppo nacque dopo il primo congresso sulla
regalità che P. Gemelli organizzò presso l’Università Cattolica.
Lo stesso Comitato che aveva preparato il Congresso,
per volere di P. Agostino Gemelli e di Armida Barelli, pose le basi per l’Opera
futura.
Fu presentato ufficialmente nel giorno dell’ Epifania
del 1929.
Dopo pochi mesi usciva il primo bollettino “Adveniat”
che tuttora viene pubblicato.
Il suo programma viene delineato dal Papa Pio XI:
“cooperare all’avvento del Regno di N.S. Gesù Cristo, promovendo negli
individui, nelle famiglie, nella pubblica società la cognizione, l’amore ed il
servizio dovuto alla sovranità di Gesù Cristo”.
Le preghiere sono finalizzate alla santità della
famiglia e alle necessità della Parrocchia.
Attualmente il gruppo partecipa alle riunioni
formative mensili insieme all’ Apostolato della Preghiera.
Responsabile:
Mauramati Martina
Componenti:
Castelli Vita, Centonze Maria Cristina, Corsano Gina, D’Ambrosio Lucia,
Giuranno Anna, Grimaldi Cecilia, Grimaldi Maria, Manni Francesco Alberto,
Mauramati Martina, Panico Silvana, Santacroce Bruna e Vitali Flavio.
Presentazione del Ministero:
L’ Istruzione “Immensae Caritatis” della Congragazione dei Sacramenti (29 gennaio 1973) segna la
data di nascita del Ministero straordinario della distribuzione dell’ Eucaristia.
Il semplice battezzato-cresimato adulto, uomo o donna, può venire incaricato della distribuzione
del Pane Eucaristico sia durante che fuori la Messa.Questo Ministero affidato ai laici, a molti
è apparso una novità senza precedenti ma non è così.
Al tempo di San Giustino (II sec.) erano incaricati i Diaconi a portare la Comunione agli infermi.
In un caso, però, risulta che eccezionalmente tale ufficio fu affidato ad un giovinetto, mentre
sarebbe toccato al prete.
Fino al V sec. e oltre, i fedeli d’ambo i sessi ebbero facoltà di portare con sé il Corpo del Signore
e di comunicarsi personalmente a casa.Anche quando questa disciplina scomparve, non era molto raro il
caso che venisse affidato a un laico, anche donna, di recare il Viatico a un moribondo.
Nei primi tre secoli, durante i quali i rischi della lotta contro il Paganesimo ponevano d’improvviso
i fedeli dinanzi alla persecuzione e alla morte, la Chiesa sentì il dovere di premunirne permanentemente
la naturale debolezza con la forza divina dell’ Eucaristia, recata anche dai laici, in modo che,
in qualsiasi momento, soprattutto quando era impossibile avere il sacerdote, i fedeli potessero ricevere la Comunione.
Come si vede non c’è niente di nuovo.
E’ il Signore che suscita i Ministeri nella comunità e per la Comunità.
Il Ministero non ordinato nasce da una vocazione che è dono e grazia dello Spirito Santo, è un servizio prettamente ecclesiale
nella sua essenza e nella sua destinazione.Aiuta il Ministero Ordinato nelle sue funzioni, e contribuisce così, per la sua parte,
alla formazione della Comunità cristiana nel lavoro della sua incessante fondazione, crescita e missione.
Questo Ministero straordinario, quindi, è suppletivo e integrativo degli altri Ministeri Istituiti, richiama il significato di un
servizio liturgico intimamente connesso con la Carità e destinato soprattutto ai malati e alle assemblee numerose.
Il Ministero esige una certa stabilità, almeno l’impegno di qualche anno.
Per il candidato a questo Ministero è richiesta una specifica preparazione remota e prossima che comprenda, insieme alle scienze ed
esperienze umane, anche la conoscenza viva della Parola di Dio, della Dottrina della fede, della Liturgia, e della vita della Chiesa.
Il Mandato di distribuire la Comunione viene conferito dall’Ordinario.
I Ministri Straordinari si impegnano a migliorare sempre più la loro formazione spirituale per poter svolgere con tanta delicatezza
e umiltà il loro Ministero sempre in costante collaborazione col Parroco.
Attività svolta in Parrocchia:
·
aiutano il Parroco a distribuire l’Eucaristia ai fedeli durante
le celebrazioni con assemblee numerose;
·
ogni domenica portano l’Eucaristia agli ammalati che sono nelle proprie case e
presso le case di riposo: Centro Sociale San Francesco, Casa Amata e Casa di riposo Vito Peschiulli.
·
organizzano la giornata dell’Ammalato in prossimità della Madonna del Miracolo.
Presidente:
don Albino De Marco (parroco)
Referente:
Maria Grimaldi
Attività Svolta:
Animazione Centro di Ascolto ogni venerdì dalle ore 17,30 alle ore 19,00 presso la Sala Parrocchiale.
Visite domiciliari a persone in difficoltà.
Accompagnamento per disbrigo pratiche di vario genere.
Animazione della messa del fanciullo in Avvento e in Quaresima con raccolta di derrate alimentari ed
offerte in denaro per la condivisione.
Ultimamente c’è stato il coinvolgimento della comunità per la realizzazione di lavori artigianali con
i quali è stato allestito un mercatino pro-missioni in modo da favorire un cammino di educazione graduale
alla condivisione missionaria che guarda non solo al vicino ma anche al lontano.
Incontri periodici:
Avvengono sempre nella sala parrocchiale in ottobre per la programmazione, a giugno per la verifica e nel
corso dell’anno quando si verificano particolari situazioni.
Notizie Storiche e finalità del gruppo:
Nella nostra Parrocchia, in sintonia con quanto auspicato dagli Orientamenti della CEI su "Evangelizzazione
e testimonianza della Carità" degli anni '90 e dal convegno di Palermo con successiva nota pastorale
"Con il dono della Carità dentro la storia" (1996) si è avvertita la necessità, sotto la guida del nuovo
parroco don Albino De Marco, di costituire l’11 ottobre 1999 un gruppo di persone sensibili alle proposte
della Caritas nazionale.
Alcuni di questi hanno partecipato sistematicamente agli incontri diocesani, ma anche in parrocchia ci sono
stati momenti di formazione alla luce della Parola di Dio per educare la comunità tutta non solo a condividere
ciò che si è e si ha con i meno fortunati, ma anche ad individuare i meccanismi che creano disagi e povertà per
cercare di rimuoverli quando è possibile.
Il gruppo si propone come fine primario di favorire in parrocchia un cambiamento di mentalità per passare da una
carità filantropica ad una carità evangelica, accogliente, partecipativa in forma sistematica e continuativa.
Attraverso una pedagogia dei fatti si tenta, cioè, di sollecitare gesti concreti di condivisione che creano occasioni
promozionali per la persona e per tutta la comunità cristiana chiamata, per vocazione battesimale, a crescere nella
comprensione della nostra appartenenza alla famiglia di Dio e dei doveri reciproci che ne conseguono.
Indirizzo:
Via Carabiniere Martino Manzo, 40
Presidente:
Giuseppina Morelli
Componenti Consiglio:
Paola Manieri (Vice Presidente); Teresa Scozzi (Segretaria); Pina Santantonio (Cassiera)
Numero Associati:
19
Attività Svolta:
Alcune Volontarie sono attivamente inserite nella pastorale parrocchiale, per cui esplicano
la loro opera in seno ad essa offrendo un valido contributo nell’educazione alla fede dei
fanciulli, nelle opere proprie della Caritas Parrocchiale, nella distribuzione
dell'Eucaristia agli ammalati, persone anziane e in tutte le iniziative che si
presentano nel corso dell’anno liturgico.
Incontri periodici:
quindicinali (sede: Via Car. Martino Manzo, 40)
Notizie Storiche e finalità del gruppo:
L’Associazione, oggi chiamata "Gruppi di Volontariato Vincenziano", nasce in Francia nel 1617, anno in cui S. Vincenzo de' Paoli,
il santo della carità organizzata, fonda il primo gruppo.
L’Associazione fa parte della Famiglia Vincenziana con le suore Figlie della Carità e i Missionari Vincenziani.
I Gruppi di Volontariato Vincenziano si diffondono subito in tutto il mondo.
I Volontari sono laici cattolici che intendono vivere la “carità” cristiana secondo il Vangelo. Lavorano in collaborazione con la
società civile e con la Chiesa, sostenendo e realizzando programmi, progetti ed interventi concreti.
Il loro fine specifico è la lotta contro le cause della povertà, la promozione umana e cristiana.
Aiutano famiglie in difficoltà, donne sole, minori a rischio, anziani soli, malati soli, alcolisti, immigrati.
Per quest’ultimi è in atto un corso di alfabetizzazione della nostra lingua presso la sede dell’Associazione.
Il Gruppo di Taviano, all’inizio chiamato “Dame di Carità” è stato fondato nel 1933 da Giulia D’Ambrosio (1878- 1954)
e Alberto De Blasi (1872- 1954).
Presidente:
Roberta Cavalera
Componenti Consiglio:
Don Albino De Marco (Direttore Spirituale); Roberta Cavaliera (Presidente);
Martino Giuranno (II Responsabile); Mina Tempesta (Segretaria)
Attività Svolta:
Il primo giovedì del mese si partecipa alla messa e si anima l’adorazione eucaristica.
L’ultimo venerdì del mese il gruppo si dedica alla formazione degli associati attraverso la
lettura e l’approfondimento della Parola di Dio e dei Documenti della Chiesa.
Incontri periodici:
Primo giovedì e ultimo venerdì del mese.
Notizie Storiche e finalità del gruppo:
Nel novembre del 2000 alcuni fedeli hanno presentato la richiesta al nostro Parroco di riunirsi in preghiera
secondo gli insegnamenti e lo spirito di P.Pio.
Accolta la richiesta, si è proceduto alla lettura e allo studio dello Statuto dei Gruppi di Preghiera di Padre Pio
e, quindi, alla votazione per l’elezione del Consiglio avvenuta il giorno 20-04-2001.
Il 9 maggio 2001 il Vescovo ha approvato il Gruppo ed ha nominato Direttore Spirituale il Parroco don Albino De Marco.
Il Gruppo di Preghiera di P.Pio , come stabilito dallo Statuto, intende cooperare alla realizzazione del Regno di Dio
secondo l’insegnamento di Gesù che ha ripetutamente insistito sulla necessità della preghiera.
In adesione alla dottrina della Chiesa Cattolica si propone obbedienza al Papa e ai Vescovi, di pregare per la Chiesa,
con la Chiesa e nella Chiesa e, mediante la partecipazione alla sofferenza , di unirsi all’opera di riparazione di Cristo.
Il Gruppo, inoltre, si impegna nella carità fattiva ed operosa a sollievo dei sofferenti e dei bisognosi.
Indirizzo:
Via Enzo Tortora - Taviano
Capi gruppo pro-tempore :
PINTABONA FAUSTO e LANZA MARIA GRAZIA
Componenti della Comunità Capi:
PINTABONA FAUSTO E LANZA MARIA GRAZIA (Capi Gruppo);
Don FERNANDO VITALI (Assistente Ecclesiastico);
CORSANO MARCELLO E LANZA MARIA GRAZIA (Capi Unità Branca Esploratori e Guide);
AIUTO CAPI RAINO’ TOMMASO, DE MARCO MILKO, LEOPIZZI MARIA RITA, CATALDO FERNANDO; BENISI LORENZO E PARATA DONATELLA (Capi Unità Lupetti);
GIURANNO ALESSANDRA, RICCARDO MARTA (Aiuto Branca Lupetti);
PINTABONA FAUSTO E INGROSSO ALBERTO (Capi Unità Rover e Scolte).
Referente:
PINTABONA FAUSTO Tel. 0833/914165- Uff. 0833/912314-914364
Attività Svolta:
in Parrocchia, in sede e sul territorio attività di scoperta della natura, osservazione,
realizzazione di costruzioni e cucina, campeggio in tenda o in casa, servizio per il
prossimo e, per i più piccoli, momenti di gioia ed attività manuali.
Numero associati:
40 circa
Incontri periodici:
Branca Lupetti ed Esploratori: sabato dalle 16.00 alle 19.00 – Clan: giovedì dalle 19.30 alle 21.30 –
Comunità Capi: mercoledì dalle 20.00 in poi.
Notizie Storiche e finalità del gruppo:
Il gruppo nasce a TAVIANO nel 1994 per iniziativa di alcuni adulti che due anni prima hanno iniziato il loro
cammino di formazione e tirocinio presso altri gruppi vicini. Da quell’autunno, altre figure si sono avvicinate al gruppo,
contribuendo alle attività ed iniziative intraprese. Si iniziò con il reparto (ragazzi/e da 11 a 16 anni), poi si aprì il branco
(da 8 anni a 11) ed infine il clan/fuoco ( ragazzi da 16 a 21 anni).
Il gruppo, come tutto il movimento scout cerca di favorire nei ragazzi/e l’autoeducazione, cioè la crescita e formazione graduale del carattere, attraverso attività mirate alle varie fasce di età, con il gioco, l’avventura, la scoperta delle proprie potenzialità, in modo da favorire una un progressiva autonomia personale.